Il Collio raccontato dal magazine russo Simple Wine News

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Il Collio raccontato dal magazine russo Simple Wine News

Ilaria Felluga, figlia di Roberto, nipote di Marco. Principessa Friuli ha solo 25 anni e ha già lavorato 7 annate con Roberto e Marco. È molto affezionata alla storia e alle tradizioni di famiglia.

 

Un viaggio nella ricchezza del Collio: come fare a scegliere il meglio? Una parola di Ilaria Felluga.

 

Il Pinot Bianco è il nostro numero uno. È qui da 150 anni, e si è adattato perfettamente. In Alsazia non è preso sul serio come da noi. Ha un grande potenziale qui.

 

Uno dei miei vini preferiti è la Ribolla Gialla. Dà vini secchi, rigorosi e dal pronunciato fondo floreale. Non è la varietà più facile con cui lavorare, ma è unica, quindi stiamo aumentando la sua produzione. Il secondo vitigno autoctono è il Friulano, su cui sta crescendo l’interesse, e recentemente Decanter ha indicato il nostro Friulano come uno dei migliori esempi della varietà. Nonno è ancora arrabbiato quando sente il nome “Friulano”, per lui si chiama “Tocai” e basta, nessuna direttiva gli impedirà di utilizzare il suo nome storico.

 

 La terza varietà? Non stupitevi, ma è il Pinot Grigio. Si trova un po’ ovunque, ma nel Collio dà dei vini particolarmente complessi e strutturati. È una storia diversa, invece, il Sauvignon Blanc. Si tratta di un vino polarizzante, o lo ami o lo odi. Mi piace particolarmente questa varietà, ma non nelle note erbacee e agrumate del Cile e della Nuova Zelanda, ma in stile tropicale, come in Friuli.

 

 Se devo scegliere un rosso, scommetto sul Cabernet Franc, che dà vini complessi. Tutt’altra cosa è il Merlot, morbido, fruttato, fragrante, perfetto da degustare con gli amici, tutti lo amano. Infine, non dimentichiamo il Refosco, è una delle nostre varietà di spicco. A volte può risultare troppo ruvido, ci vuole tempo per arrotondarlo; infatti, la nostra annata attuale è 2016, mentre del Merlot vendiamo l’annata 2018.

 

Cosa succederà quando Ilaria prenderà il comando dell’azienda? Solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo, ha già avuto modo di sfidare la famiglia. La storia della nostra famiglia è iniziata con il Malvasia, e vorrei renderlo un vino eccezionale. A papà non piace, ma io vedo il suo potenziale.

 

Tutti i Felluga in Friuli

La famiglia Felluga si dedica alla produzione vitivinicola sin dalla seconda metà del XIX secolo, ma non è nata qui in Friuli. Le origini della famiglia infatti risalgono ad Isola d’Istria, attualmente parte della Slovenia, un tempo territorio della Repubblica di Venezia e dell’Impero Austro-Ungarico. Ad Isola la famiglia Felluga iniziò a produrre Malvasia e Refosco, iniziando ad esportalo con successo verso la terraferma. Il capo della famiglia, Giulio Felluga, restò particolarmente colpito dal territorio e, nel 1938, fondò una prima cantina nel Collio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la famiglia perse tutto ad Isola d’Istria, i Felluga si trasferirono definitivamente in Friuli.

Giulio Felluga ebbe sette figli, ma soltanto due di loro decisero di proseguire la tradizione enologica: il maggiore, Livio, e il sesto, Marco. Livio e Marco nel 1956 decisero di dividere l’azienda e di fondare le proprie realtà. Marco Felluga apre l’omonima azienda nella futura DOC Collio (denominazione creata nel 1964), mentre Livio Felluga nella DOC Colli Orientali (1970). Nonostante la separazione delle aziende, i fratelli rimasero molto legati, e ad oggi i Felluga amano incontrarsi un paio di volte l’anno per una cena di famiglia.

L’unico problema è che abbiamo bisogno di spazi sempre più grandi, perché da allora la famiglia è cresciuta notevolmente – Ilaria riesce a malapena a contare quanti cugini ha.

 

Russiz Superiore

Nel 1967 la legneria Russiz Superiore fu messa sul mercato e Marco la acquistò immediatamente. Tendiamo sempre a ricordare che Russiz Superiore non ha nulla a che fare con i russi o Villa Russiz. “Russiz” è il nome della collina su cui è situata la cantina, e “Superiore” si riferisce al fatto che questa si trova sulla cima. Il nome della tenuta risale al 1273. Una delle famiglie proprietarie della tenuta era quella dei Torre e Tasso, in tedesco Thurn und Taxis. Nome che può suonare familiare, vista la parola internazionale «taxi». Infatti, iniziando dai trasferimenti postali, i Torre e Tasso nel XVII secolo passarono ad occuparsi di servizi commerciali privati, a loro nome. La famiglia esiste ancora, ed è proprietaria di diversi castelli, tra cui il pittoresco castello di Duino, vicino a Trieste.

 

Zona di frontiera

Il Collio è una terra di frontiera. A nord si trovano le Alpi, la sera soffia un vento freddo proveniente dalla Slovena, che rinfresca e aiuta a contenere l’acidità nei vini. Situato a 30 km a sud del Mar Adriatico, il Collio è caratterizzato da un clima mite, con un’umidità elevata a causa della brezza mediterranea.

È difficile fare affidamento esclusivamente sulle sostanze organiche, ma Roberto Felluga ha rifiutato l’utilizzo di erbicidi a favore dell’aratura e della semina di diverse colture in aree interurbane, dove i vitigni sono esposti al vento al fine di ridurre i rischi di malattie fungine. La visione di Roberto Felluga non è radicale e non mira all’etichetta biodinamica, si tratta semplicemente di buon senso. E questa è la base del movimento per la sostenibilità: non per niente Marco Felluga è stato tra i primi a ricevere il nuovo certificato dell’organizzazione Viva.

 

Freschezza dalle viscere della terra

Marco ha investito nel rimboschimento dei vigneti e nel restauro della millenaria cantina di Russiz Superiore. La cantina si trova 12 metri sottoterra, dove non c’è luce, né vibrazioni, né è necessario un controllo artificiale della temperatura. Si crea dunque l’ambiente ideale per la conservazione dei vini, dove invecchiano anche per decenni. Se non ci credi, chiedi a Ilaria del Pinot Bianco del 1985 che ha degustato recentemente insieme al padre Roberto. Il vino era in perfetta forma, il che spinge Ilaria e Roberto a non sottovalutare il potenziale di questa varietà.

La famiglia Felluga ha una particolare attenzione all’ospitalità. Qualche anno fa Marco ha compiuto 90 anni e la famiglia ha organizzato una grande festa con tutti – amici e parenti, viticoltori, politici e agricoltori. Marco ha inoltre espresso un desiderio: unire appassionati e amanti del Pinot Bianco. E il sogno è diventato realtà. Grazie all’impegno di Marco Felluga, nell’estate del 2021 è stato creato il Consorzio dei Sette Migliori Produttori di Pinot Bianco del Collio, a cui si attribuisce il merito di aver promosso tale varietà in tutto il mondo, selezionando anche vecchie annate per future degustazioni.

 

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